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Social Media Analytics: quando la creatività non basta


25 Dicembre 2019

Quando i contenuti non bastano più, entra in gioco la social media analytics.

Ho iniziato a creare contenuti un po’ per gioco e un po’ perché sentivo il bisogno di comunicare. Il mio primo “contenuto” in assoluto risale ai tempi delle elementari: una pagina di diario. 

È così che è nata la mia passione per la scrittura, una passione che con gli anni si è trasferita nel mondo online. Creare contenuti è la parte che ritengo più semplice e divertente. Mi viene naturale e inoltre sintegra perfettamente con quella che è la mia quotidianità. Mi piace condividere e cerco di farlo al meglio, offrendo a chi interagisce con me momenti di spensieratezza alternati a momenti di riflessione.

Per raggiungere un obiettivo non basarti solamente su like e commenti.

Qualsiasi obiettivo, anche il più banale, per essere raggiunto ha bisogno di una strategia. Per esempio se vuoi perdere (o prendere!) 4 kg in 2 mesi, dovrai seguire un’alimentazione adeguata e fare attività fisica finché non avrai raggiunto il tuo obiettivo. Oppure, se vuoi passare un esame all’università con il massimo dei voti, dovrai preparati costruendo una tabella di marcia che ti aiuti ad arrivare all’esame il più preparato possibile, tenendo conto dei tuoi tempi e delle tue capacità.  

Perché non dovrebbe valere lo stesso per la comunicazione sui social?

Si sente spesso dire “fai quello che ami e non lavorerai un giorno della tua vita”, verissimo. Tuttavia, amare quello che si fa non è abbastanza, serve metodo.

Il contenuto è il Re. Ma il Re è nudo.

Basta incolpare gli algoritmi o devo capire dove sto sbagliando?

Ho optato per la seconda opzione.

Trattandosi di un lavoro puramente creativo ho sempre avuto come punto di riferimento metriche come like e commenti. Un po’ come il Re che girava completamente nudo illudendosi di indossare abiti pregiati, così anche i miei contenuti giravano sui social, vantando il fatto di avere tanti apprezzamenti.

 

social media analytics

Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace (a te e al pubblico).

Analizzare i propri follower, è fondamentale per creare un contenuto che non si limiti ad essere “bello” per noi. Sarebbe troppo semplice, in fondo ogni scarrafone è bello a mamma sua. Il contenuto per funzionare deve essere frutto di un’attenta analisi e ricerca, e deve essere messo continuamente in discussione a seconda dei risultati ottenuti.  

Pensa all’ultimo contenuto che hai pubblicato. Come hai capito se è andato bene o meno? Cosa hai valutato? Ecco alcune metriche che uso io e che possono tornarti utili:

  • Copertura: è il numero totale degli utenti raggiunti dal tuo contenuto.
  • Impression: numero totale di visualizzazioni del contenuto (ricordati che è sempre maggiore della copertura, infatti un singolo utente può visualizzare più volte un singolo post)
  • Engagement rate: è la somma di reazioni, commenti, condivisioni diviso il numero delle persone che hanno visto il contenuto (Copertura).

Fatta questa distinzione sarà molto più semplice capire quale contenuto ha funzionato o meno e cosa migliorare.

Se il contenuto è il re, i dati sono i consiglieri

Ma quindi like e commenti a cosa servono?

Se il mio ultimo post ha ricevuto 500 like e 20 commenti, che cosa dicono questi numeri del mio profilo? Presi così servono solo a nutrire il mio ego, infatti non a caso sono chiamate metriche di vanità.

Se mi pongo come obiettivo iniziale quello di passare da un numero di 2000 a 3000 follower, allora prenderò in considerazione like e commenti per capire se hanno contribuito al loro aumento. 

Insomma, quando guardi questi dati ricordati sempre di rapportarli agli obiettivi iniziali.

Ricapitolando, creare contenuti non basta più: 

  1. Poniti degli obiettivi quantificabili
  2. Definisci a chi vuoi rivolgerti.
  3. Cerca di capire come portare valore al tuo pubblico.
  4. Analizza quali contenuti funzionano e chiediti il perché.
  5. Utilizza i dati raccolti per migliorare ciò che non va bene.

Tutti questi punti hanno in comune una sola cosa: analisi. 

Facendo questo sono riuscita a prendere consapevolezza della mia attività e dei miei errori e ho potuto scegliere il percorso migliore.

Insomma, conosci i dati per vedere te stesso.

E gli altri. 

 

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